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X-Studio Pro 2002 (DataBase) “Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell’opera d’arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione al futuro” . Noi restauratori, cerchiamo, infatti, coadiuvati dagli storici e dai tecnici, di adempiere al compito della conoscenza e della conservazione utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione. Ma all’origine di una effettiva operazione c’è la ricerca, il progetto, la programmazione dell’iter operativo e la conseguente verifica con le analisi specifiche. Negli ultimi decenni la professione del restauratore ha avuto una notevole evoluzione, portandolo a conoscere nuovi linguaggi tecnici. La creazione d’équipe di ricerca, soprattutto nella fase progettuale, necessita della comprensione tecnologica dei processi d’analisi e le loro finalità precipue. Il restauratore deve quindi confrontarsi con altre realtà scientifiche, che differiscono sia per base culturale sia per forma mentis, ed essere in grado di coordinarle per avere un quadro diagnostico completo dell’opera. Indubbiamente lo sforzo richiestogli è notevole, considerando che ogni disciplina subisce continui aggiornamenti e revisioni teorico – pratiche. Questa progressione è permessa da sempre più sofisticate tecnologie che a loro volta sono oggetto di ricerca e miglioramento costante. Una delle più importanti è senza dubbio l’informatica, che per la sua duttilità diviene mezzo per le altre discipline, rendendo più facile l’esecuzione di numerose operazioni altrimenti gravose e lunghe. Se si analizza il supporto informatico al restauro possiamo affermare che esso comprenda le più svariate fasi che concernono alla professione: dalla video scrittura alla conservazione intesa come operazioni preventive atte alla salvaguardia dell'opera nel suo concetto più ampio quindi non solo artistico ma storico - materico, tramite il controllo ambientale e la sua regolazione digitale. Ma proprio la notevole differenza delle applicazioni informatiche porta ad un ulteriore aggravio sull'aggiornamento personale, non sempre agevolato dalle infinite offerte che il mondo dell’informatica propone agli utenti, esse infatti, possono provocare una certa confusione o, per meglio dire, distrazione da ciò che realmente è utile per eseguire le mansioni desiderate. L’informazione nel campo elettronico non manca, ma rimane spesso superficiale, invogliando e incuriosendo l’acquirente senza consigliarlo conoscendone realmente il lavoro. Sono nati, negli ultimi anni, diversi server a questo scopo, ma il campo del restauro e della conservazione rimane, anche se in un ambito squisitamente commerciale, al margine delle attenzioni sia per numero di addetti ai lavori, sia per mole d’investimento. Molti programmi, per esempio, possono essere utilizzati dai restauratori per catalogare i propri lavori, ma non hanno una terminologia adeguata e specifica perché nascono in campi diversi come l’architettura o la storia dell’arte. Tutto ciò implica uno sforzo continuo sia per apprendere e aggiornarsi sui nuovi sistemi, sia per imparare ad utilizzarli. Non è raro infatti che un programma per quanto semplice possa essere richieda la lettura di manuali e ore di prova per apprenderne il funzionamento e i segreti. Questo tempo si deve moltiplicare per ogni ramo con cui il restauratore viene a contatto, è quindi facile comprendere il perché l'informatica possa, al di là degli interessi del singolo, avere una così lenta espansione nell'iter giornaliero del lavoro. Ma il ragionamento vale anche per le professioni concernenti la museologia e in particolare la conservazione delle opere d'arte. Non sono comunque da sottovalutare gli sforzi in questo campo eseguiti dalle soprintendenze e dai singoli addetti per creare sistemi in grado di assolvere alle funzioni di catalogazione e di gestione del patrimonio artistico. Negli ultimi anni l'informatizzazione dei dati e l'utilizzo di svariate soluzioni ha prodotto una notevole mole di materiale, che comunque rischia, se non aggiornata continuamente, di divenire obsoleta e incompatibile rispetto ai sistemi ultimamente prodotti. Inoltre dobbiamo considerare gli innumerevoli campi in cui la conservazione agisce, e la possibilità in futuro, di ulteriori campi d'azione. Proviamo quindi, anche se con una parziale schematizzazione, a elencare le problematiche più concrete a cui il restauratore e tutti gli addetti alla salvaguardia del patrimonio artistico devono affrontare quando utilizzano supporti informatici:
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