Progettiamo ed eseguiamo la conservazione attiva per salvaguardare le opere non più "rinnovabili", evitando o integrando l'intervento di restauro con soluzioni specifiche e criteri conservativi volti al controllo e/o alla eliminazione delle principali cause di degrado potenziali o in atto.
Alcune metodologie applicate: Analisi della struttura contenitiva; Stesura stato di conservazione dell'opera/e o edificio; Rilievo fotografico, analisi non distruttive come: Immaging nell'infrarosso lontano (FIR), Immaging nell'infrarosso vicino (NIR), fluorescenza indotta da lampade di Vood, microscopi biottici, ecc.; Studio climatologico per la verifica e l'adeguamento ambientale attraverso l'utilizzo di sensori tecnologicamente avanzati. Esso comprende quindi sia la climatologia ambientale sia il microclima dell'opera stessa; Vengono rilevate ed elaborate: Temperatura ambientale media, localizzata e a contatto; Umidità Relativa; Umidità Specifica; Umidità Assoluta; Temperatura di Rugiada; ecc, mirando lo studio alle esigenze conservative; Studio illuminotecnico delle opere esposte con rilevamento dei valori lux metrici e dei valori di irraggiamento UV in fasce orarie diverse. Prove di oltraggio anti UV della luce diurna proveniente da finestre e lucernari; elaboriamo i dati raccolti per ottenere: Mappatura dei periodi di maggior "rischio" per la conservazione delle opere in correlazione alle diverse tipologie dei luoghi e alle loro caratteristiche ( impianti di riscaldamento, affluenze straordinarie, ecc.) Analisi diretta dei rapporti fra andamento termoigrometrico e alterazioni dei materiali che compongono un'opera d'arte; Possibilità di prevenire ulteriori degradi dei manufatti evitando così restauri (il restauro è un intervento estremo e non una prassi consueta come le semplici e poco costose operazioni di conservazione). Nelle schede specifiche potrete vedere alcuni nostri interventi.
|
|
 |
|
RESTAURO CONSERV. FACCIATE DI PIAZZA [Mondovì Piazza] Eseguito in collaborazione con 4 studi d’architettura e commissionato dal Comune di Mondovì è il primo esempio in cui la conservazione di un centro storico viene concepita e realizzata nel suo complesso superando il piano colore. Le facciate comprese fra il XIV e il XIX sec. presentano superfici decorate, affreschi ed elementi architettonici molto differenti fra loro evidenziando come, con l’attenta procedura d’intervento si possa ottenere un risultato coerente con le esigenze di funzionalità, rispetto delle opere e mantenimento dell’unicità del nostro patrimonio. |
|
|
Leggi tutto...
|
 |
|
CHIESA DI SANTA CROCE [Mondovì] La chiesetta è costituita da un’unica aula rettangolare con tetto a capanna suddivisa in due zone (anteriore e posteriore) da un arco a sesto acuto. L’area posteriore, affrescata nella totalità della superficie, ha subito un restauro conseguente a diversi interventi che hanno interessato tutta la cappella negli anni settanta dello scorso secolo. |
|
|
Leggi tutto...
|
 |
|
AFFRESCHI DI ANDREA POZZO [Chiesa della Missione, Mondovì]
La
chiesa delle Missione dedicata a San Francesco Saverio è stata
costruita negli anni 1664 – 1678 su progetto del fossanese Giovenale
Boetto ( 1604 – 1678 ), incisore e architetto ducale. Al suo interno
sono custoditi i bellissimi affreschi di Andrea Pozzo, nato a Trento
nel 1642 e attivo tra il Piemonte, la Liguria e Vienna
|
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|
|